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en plein air

Archeologie familiari

Maria Eroveretri

Stampa ripresa digitale su carta cotone Hahnemühle museum

20 x 20 cm

2022

Maria Erovereti vive e opera a Torino. Laureata in Lettere, si occupa di fotografia dagli anni ‘80. Dopo un breve periodo d’insegnamento, ha dato inizio nei primi anni ‘90 all’attività espositiva (Italia, Francia, Germania, Spagna, ecc.), allorché, col lavoro Immanenze, oggetto della sua ricerca artistica è diventata l’interazione tra il corpo e gli elementi naturali. Immagini inedite del progetto sono state esposte nel 2021 presso lo Spazio Mutabilis di Torino: “Lavorando in analogico, con la pellicola in doppia esposizione, Maria Erovereti riusciva, con tempi e prove oggi impensabili, ad ottenere ciò che ora con il digitale si può sperimentare molto più agevolmente… Ma non solo. C’è un elemento in più che oggi, nel riproporle, appare di imprevista attualità. Se allora la ricerca era orientata da un intimo incanto per le forme antiche degli alberi, per la segreta forza della vita e il legame tra gli umani e la natura, per una possibile armonia tra i viventi, oggi, al tempo della prima pandemia planetaria, quei corpi femminili che emergono o scompaiono da tronchi, foglie, radici, a volte con fatica, a volte con leggerezza, possono raccontare l’attuale inquietudine collettiva, lo spaesamento che accompagna tutti noi” (Adonella Marena). Ha realizzato un progetto su Aria, Acqua, Terra, Fuoco e un altro sull’identità e il mondo interiore, Lampi di memoria. In quest’ultimo lavoro le immagini – photo-graphia nell’accezione letterale del termine – sono frutto di una personale ricerca sulla luce, non riprendono oggetti reali, ma nascono da un accurato gioco di riflessi creati dalla luce naturale: “scava nella percezione di ciò che sembra svanito, e che in realtà permane nella sedimentazione interiore” (Silvana Nota). Uno dei progetti più recenti, Un piccolo mondo (AtbEdizioni, 2019), è dedicato alla madre: “Il lavoro fotografico di Maria Erovereti è un’intensa testimonianza, una ricerca inesausta del senso della vita e della sua inevitabile fine.

È ascolto, è tentativo di comprensione, è desiderio di verità, è focalizzazione di un ricordo, di una sensazione, è riconoscimento della condizione umana nel momento in cui l’Io non può più essere appieno Io, è amore incondizionato. Ma è anche ricerca interiore sulla fragilità umana, una fragilità mai esibita negli splendidi scatti analogici che ritraggono con soffici tinte emozioni vissute vere e vivide che sembrano quasi sgorgare dal corpo immobile e silenzioso che, attraverso la fragilità, diventa forza rivelatrice del senso del soffrire, amare, gioire, vivere sulla Terra” (Alessandro Allocco). Ha pubblicato il volume fotografico-poetico dal titolo Un piccolo mondo (2019); il racconto-saggio sull’arte preistorica: Il grembo del tempo (2020); le sillogi Frammenti di emozioni (2019) e Fiori di Luna (2022). Interessata alla presenza femminile nel mondo dell’arte, ha realizzato i saggi critici Presenze (2022), sull’artista Carola Allemandi, e Sguardi Inconsueti (2023) su alcune fotografe. Presente in varie antologie, nel 2022 ha avuto la dignità di stampa al Premio Murazzi per la silloge intitolata Se non fossi stata il tuo tempo. Collabora con periodici culturali. Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private.