Tullio Mazzotti è nato a Savona nel 1957 ed è il figlio primogenito di Rosanna Argenta e Giuseppe Bepi Mazzotti. È alla quarta generazione dei Mazzotti ceramisti di Albisola (Sv). La carriera di Tullio si divide tra l’arte e lo sport. Come artista, seguendo la tradizione dei Mazzotti di Albisola (il nonno Tullio d’Albisola è tra i firmatari del Manifesto futurista della Ceramica e Aereoceramica) predilige la ceramica e la pittura, espone in vari musei e si rende promotore del Comitato di Rigore Artistico, per promuovere l’Arte e gli artisti nel territorio. Come sportivo si dedica all’atletica, allo sci ed al windsurf, fondando insieme ad altri amici il Mirage Windsurfing Club, una delle associazioni più vecchie in Italia per la pratica del windsurf. La sua prima mostra, con l’amico Flavio Roma, risale al 1969, presso la Galleria Alba Docilia in Albisola Capo, dove espone delle sculture Ceramiche Boom. Negli anni Settanta, ha organizzato esposizioni presso Gallerie di Monaco di Baviera, Faenza (Ra), Firenze, e negli anni Ottanta e Novanta, ha partecipato a eventi artistici a Genova, Albisola, Torino, Amsterdam, tra cui si ricorda Vietato Calpestare l’erba nel 2002, Opera aperta nel 2004 e L’arte non è rumenta nel 2005. Dopo la morte della mamma Rosanna, nel 1985, è entrato a lavorare nella Fabbrica Mazzotti per occuparsi della produzione ceramica, dei rapporti con gli artisti e dell’organizzazione di eventi culturali. Nel 1987, con la consulenza di Fulvio Rosso e la collaborazione di Antonella Marotta, ha allestito il primo Museo d’Arte Ceramica Contemporanea nelle Albisole. Successivamente, nel 1999, con l’aiuto di Paula Cancemi, ha predisposto il percorso museale nel Giardino, che in seguito diverrà sede di manifestazioni culturali e luogo di ritrovo per l’arte albisolese. Nel 1993, ha ideato e scritto il Disciplinare di produzione per il Marchio Ceramica Artistica di Tradizione, poi approvato dai due Comuni Albisolesi e integrato nella legge 188/90 per la tutela delle zone di antica produzione ceramica. Nel 1994, ha fondato il periodico “Il Tornio. Notiziario Culturale della Ceramica” (edito dall’Associazione Ceramisti di Albisola), divenendone poi direttore editoriale e oggi editore. Nel 1995, ha fatto il suo ingresso nel Consiglio Comunale di Albissola Marina e dal 1999 al 2000 ha ricoperto l’incarico di Consigliere alla Cultura.
Nel 2002, ha istituito la Fondazione Museo Giuseppe Mazzotti 1903, che gestisce il museo con lo scopo di valorizzare il patrimonio culturale e artigianale ed artistico di Albisola. Nel 2005, suo padre, Bepi Giuseppe Mazzotti, ritiratosi a vita privata, gli lascerà il gravoso compito di rilanciare il ruolo produttivo e artistico della Fabbrica Casa Museo Giuseppe Mazzotti 1903 sulla scena nazionale e internazionale. Nel 2009, presso la Pinacoteca di Savona, si è presentata una monografia sul suo lavoro di pittore e nel 2010 è stato chiamato a realizzare la ventisettesima edizione de “Il Piatto dell’Estate”, a cura del Lions Club Savona Torretta. È presente nei seguenti musei: Museo della Ceramica di Fiorano (Mo); Museo della Piastrella Industriale Sacmi di Imola (Bo); Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC) in Faenza (Ra); Giardino Museo Giuseppe Mazzotti 1903 di Albisola (Sv); Raccolta d’Arte “Le Maschere di Ubaga”; Comune di Pieve di Teco (Im); Parco del Sojo, Comune di Lusiana (Vi); Museo Civico della Ceramica di Nove “G. De Fabris” (Vi); Museo dei Cuchi di Roana Cesuna (Vi); Museo della Ceramica di Laveno (Va). “L’arte”, per Tullio Mazzotti, “è emozione. Essa non può prescindere da un contenuto e da una forma espressiva esteticamente piacevole e grammaticalmente corretta. L’opera d’arte deve, nel momento della sua materializzazione, concorrere doverosamente, necessariamente, esclusivamente alla soddisfazione dell’autore. Voglio affermare che il confine fra arte e artigianato sta nel rapporto con la committenza. Voglio affermare che il solo racconto della realtà, la creazione del bello, la ricerca del sorprendente sono cose morte e sepolte. Voglio affermare la necessità di riappropriarci delle nostre emozioni. Voglio affermare l’importanza del dialogo. Voglio combattere l’idea che l’opera d’arte sia eterna” (http://www.tulliomazzotti.it/index.html).