Elisabetta Bacci è nata nel 1959 a Trieste ed è vissuta a Venezia, Londra, New York e Genova. A Genova, ha conseguito il diploma in pittura all’Accademia Ligustica di Belle Arti e successivamente quello del biennio specialistico in arti visive e discipline dello spettacolo. Quindi, ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte e Conservazione dei Beni Storici e Artistici presso l’Università degli Studi di Udine. Dal novembre 2004 al marzo 2005, ha frequentato il corso di scrittura creativa “Romanzo e Racconto” presso la Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino. In occasione di “Genova 2004 Città Europea della Cultura”, ha collaborato con Maurizio Calvesi e Marisa Vescovo a un progetto per l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e il Museo dell’Accademia. Si è occupata, in particolare, a livello organizzativo e divulgativo, dei seguenti autori: Pierpaolo Ciana, Magda Starec Tavcar, Gloria Tronkar. I suoi lavori sono stati esposti in Italia e all’estero, in particolare una selezione di attività sono le seguenti: Progetto Arca PARDES, Mira (2013), Italia; Ponte Italia-Messico, La Telarana a Oaxaca e Museo Arocena a Torreon (2013), Messico; Moli, Museo Galata, Genova (2014), Italia; Tebah, Ai Fiori, Trieste (2015), Italia.
Inoltre, nel 2016, ha tenuto mostre al Museo Carà, Muggia (Ts) e Galerija Murska Sobota a Murska Sobota, Slovenia, insieme a mostre personali a Qvartirna Hiša, Celje e Lux art Gallery, Trieste (2017). Vive tra Trieste e Vadarci (Slovenia) e il suo lavoro è supportato da Art-Zoom (Belgrado), Art3b Gallery (Izola), Galerija Robin (Murska Sobota), Grierson Galleries (Cranbrook). “Per Elisabetta Bacci”, ha scritto Serenella Dorigo commentando la doppia personale di Elisabetta Bacci e di Mirko Rajnar presentata, tra maggio e giugno 2018, alla JulietRoom a Muggia, “la stesura del colore si manifesta nella costruzione dello spazio disegnato, diviene architettura come definizione del dettaglio all’interno della macrostruttura e come definizione di luoghi simbolici definiti per sagome geometriche semplici e appiattite, mentre nel secondo il colore diviene sottrattivo, pastellato, sfumato”. In effetti, risulta “difficile percepire l’oggetto delle trame nella pittura della Bacci: un trapezio è il molo, un rettangolo d’oro è la ‘Tebah’, mentre una sottile riga verticale diviene l’energia che separa due campiture […]. Quasi un assoluto in variazione cromatica e di misura” (https://www.ilfriuliveneziagiulia.it/bacci-e-rajnar-si-confrontano-con-le-loro-opere-in-una-doppia-personale-alla-julietroom-a-muggia/).