Lorenzo Donati è nato nel 1956 a London, una città canadese dell’Ontario, da genitori italiani. Rientrato con la sua famiglia in Italia all’età di sei anni, da allora vive e lavora stabilmente nella provincia di Arezzo. Il suo percorso artistico è scandito da una serie di mostre collettive e personali nelle quali ha avuto modo di distinguersi ottenendo vari premi e importanti riconoscimenti da parte della critica. Tra le esposizioni più recenti a cui ha partecipato, si ricordano: tra dicembre 2018 e gennaio 2019, la mostra collettiva presso Spazi d’Arte simultanea di Firenze; la mostra personale presso gli spazi di Victor Arellano Rey, Arte Moderna e Contemporanea di Vicenza; nel marzo 2019, la mostra personale a Vernice Art Fair di Forlì; nel novembre 2019, la 30a Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea Arte di Padova, nell’ambito di C.A.T.S. Contemporary Art Talent Show; nel febbraio 2020, la 16a edizione della Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea, Arte Genova; e nel novembre 2021, la 31a Mostra Mercato d’Arte Moderna e Contemporanea Arte di Padova, nell’ambito di C.A.T.S. Contemporary Art Talent Show. Pittore sensibile e appartato, è stato indicato da Giovanni Faccenda tra gli artisti meritevoli di una segnalazione nell’edizione n. 49 del CAM (Catalogo dell’Arte Moderna, Editoriale Giorgio Mondadori). Le sue opere, già presenti in alcune rinomate collezioni, sono trattate da mercanti italiani ed esteri.
Il “senso della pittura di Lorenzo Donati”, ha indicato Giovanni Faccenda nel 2013, risiede nel suo “naturalismo lirico ovunque pervaso e scandito da suggestioni intime, che fecondano, nella singolare trasposizione pittorica, immagini idilliache, colte all’alba o al primo annuncio della sera. L’intera opera di Donati racchiude ed evoca simili impressioni: vi si percepisce, vibrante, lo sforzo di chi intende offrire allo spettatore non soltanto la grazia ricercata di qualche abbandono romantico […], ma anche la percezione di remote fragranze (erba bagnata, muschio, pino silvestre), che l’algido progresso, trionfando, ha trascinato negli angoli più sperduti della nostra mente. In questa partecipata pittura, al contrario, la natura torna a essere intima urgenza, inviolabile certezza, fecondo territorio narrativo per chi, come Donati, sa coglierne i minimi sussulti, le più pacate manifestazioni, in scenari al solito sospesi fra realtà e immaginazione, ebbri di bellezza e di un silenzio evocativo, diresti persino religioso. Nella solida architettura cromatica indovini, fra l’altro, l’eco di mutevoli emozioni: limpida come acqua fresca d’alta montagna, la creatività di Donati ne è prima suscitata e poi orientata verso orizzonti espressivi colmi di stupori, nei quali, forte, è dato di ascoltare l’afflato purissimo di una poesia ora asprigna ora tenera” (https://www.donatilorenzo.it/critiche.php).