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en plein air

Synchronicity

Silvia Fubini

Stampa digitale su forex

20 x 20 cm

2013

Silvia Fubini è nata a Torino, dove si è laureata in Matematica. Ha vissuto per molti anni a New York, studiando alla School of Visual Arts. In questo periodo, ha collaborato con numerose riviste e si è dedicata contemporaneamente alla fotografia d’arte. Nel 2002, è ritornata in Italia e si è impegnata in importanti progetti fotografici per il Comune e la Provincia di Torino. Uno fra questi è “Momenti Architettonici” sulle trasformazioni spaziali nella costruzione del Palazzo del Nuoto. L’artista ha messo in evidenza il momento irripetibile, il dettaglio e il dialogo fra interno ed esterno. In seguito, a piscina ultimata, fotografando alcune competizioni di nuoto, si è soffermata sugli aspetti onirici di questo sport. Nel 2020, usando le scaglie di bottiglie riciclate, Silvia Fubini e Ornella Rovera hanno creato Scaglie Party, una mostra bipersonale nell’ambito della Biennale Tecnologia del Politecnico di Torino, mettendo in evidenza come il riciclo della plastica sia un importante passo verso un futuro ecosostenibile. Ha tenuto mostre personali a Torino, New York e Stoccolma. Tale principali mostre collettive a cui ha partecipato, si ricordano quelle svoltesi a Milano, Firenze, Genova, Varese, Novara, Vercelli, Torino, Benevento e Bad Hersfeld (Germania).

A proposito del progetto “Momenti Architettonici”, così ha scritto Edoardo Di Mauro nel catalogo Palazzo del Nuoto della Città di Torino, 2012: “Silvia Fubini ha seguito l’evoluzione del Palazzo del Nuoto degli architetti Isozaki e Maggiora dando vita ai suoi ‘Momenti Architettonici’, trenta fotografie montate su pannelli sospesi lungo le tribune e i lati della piscina di gara. L’artista fruga in angoli nascosti, in ambienti in divenire, tra sacchi di cemento, fili sospesi e vasche prive del loro elemento vitale, giocando abilmente tra i pieni e i vuoti e realizzando immagine che, pur nel rigore documentario, sanno cogliere l’aspetto ‘inconsciamente’ artistico di architetture e materiali, come seppe egregiamente fare alle fine degli anni ’80 con una ricerca sulle vetrate liberty. L’elemento umano è presente in diverse di queste immagini che non indulgono in alcun sociologismo di maniera e sanno diventare, pur nel rispetto della rappresentazione oggettiva, evocazione e quindi poesia” (https://www.silviafubini.com/ita/testi-poesia.html).