Grandi sculture

Grandi

sculture

Grandi

sculture

Nel cuore della Valle Stura, Rittana sta dando forma a un museo a cielo aperto dove l’arte contemporanea entra in relazione diretta con il paesaggio, la memoria e le comunità che lo abitano. Le grandi opere permanenti disseminate tra il capoluogo, i boschi e i luoghi simbolici del territorio non sono semplici installazioni, ma presenze che invitano a rallentare, osservare e ripensare il rapporto tra uomo e ambiente.

Un percorso artistico che si inserisce in un più ampio progetto di rigenerazione culturale, in dialogo con il Museo Mudri e il nuovo Centro Civico e Culturale, trasformando Rittana in un luogo dove l’arte diventa esperienza quotidiana e strumento di relazione con il territorio.

Fontana

Di Elio Garis (Vigone, To, 1954), giardino pubblico di via Roma - 1995

La scultura, originariamente ideata per essere fruita in forma di fontana, rientra nell’ambito delle numerose opere pubbliche realizzate, sui muri delle case del paese, dalla allora Sindaca Catterina Belmondo sul finire degli anni ’80. L’opera è stata modellata adottando i criteri formali che caratterizzano i lavori scultorei dell’artista a partire già dal 1990. Le superfici si flettono morbidamente assumendo l’aspetto di una successione armonica di forme ondulate, concavo-convesse, come se la materia cementizia rispecchiasse il fluire incessante di una cascata d’acqua sorgiva. L’intervento è realizzato in cemento nero ed è stato inaugurato nel 1995.

Ghenesis

Di Riccardo Cordero (Alba, Cn, 1942); slargo di fronte al Santuario di San Mauro - 2022

L’opera vuole rappresentare la storia del paese e la sua volontà di un nuovo inizio, di una genesi proiettata ad un nuovo futuro, alle speranze e alle attese dell’intera comunità, esprimendo tensione, dinamismo, spirito di rinascita e nuova vita. È materialmente il punto di partenza, ma allo stesso tempo di arrivo, del percorso che collega il Santuario di Rittana con la Chiesa di Sancto Lucio di Coumboscuro (nel Comune di Monterosso Grana), un sentiero di antica e intensa frequentazione per ragioni devozionali che oggi diventa un percorso immersivo nella natura e nell’arte con il nome di La draio de l’Estelo (Il cammino della Stella). L’opera diventa simbolo di circolarità e dell’esigenza per l’uomo di muoversi l’uno verso l’altro per ritrovarsi, condividere e superare ciò che li può separare, come un tempo i pellegrini superavano i crinali delle valli per incontrare altre comunità. La scultura in acciaio corten è stata inaugurata il 18 giugno 2022.

Intrecci

Di Elio Garis (Vigone, To, 1954); piazza Duccio Galimberti - 2023

Intrecci vuole celebrare la bellezza dell’incontro e della contaminazione. Luoghi e persone, sottoposti all’azione del tempo e delle vicende che li segnano, sono destinati a cambiare. Accettare e vivere la trasformazione come un valore rende luoghi e persone migliori, anche se ciò naturalmente può, a volte, comportare dei rischi. Così, Intrecci vuole anche essere un augurio: alla apertura, alla disponibilità e al “fare” per rendere questo nostro mondo possibilmente migliore, sapendo che questo può cominciare da ciascuno di noi. L’intervento in acciaio corten è stato inaugurato l’8 luglio 2023.

Olophron

Di Luigi Mainolfi (Rotondi, Avellino 1948), via Roma n. 6. - 2024

L’opera rappresenta un piccolo animale di fantasia e vuole essere un segno di augurio e portafortuna per Rittana, i suoi abitanti e tutti coloro che avranno possibilità di ammirarla. Significativa è pure la sua collocazione di fronte ad un luogo che è destinato a diventare il centro del paese e un luogo pubblico per eccellenza: qui infatti trovano posto gli spazi per le esposizioni d’arte e la nuova sede degli uffici comunali. L’intervento in fusione di bronzo è stato inaugurato il 22 settembre 2024.

Le masche

Di Giulia Cenci (Cortona, Ar, 1988), Chiot Rosa - 2024

L’opera si compone di una serie di sculture in fusione di alluminio realizzate dall’artista a partire dai calchi delle betulle presenti sul Chiot stesso, sulle quali si innestano elementi tipici del linguaggio scultoreo di Giulia Cenci – teste di lupo, di manichini, rami di vite e fiori – creando figure ibride tra vegetali, esseri umani ed animali. L’opera è stata commissionata e prodotta, all’interno del progetto Radis, dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, in collaborazione con le Fondazioni CRT e CRC, con la curatela di Marta Papini e Leonardo Pietropaolo, e concessa in comodato d’uso permanente al Comune di Rittana che è stato scelto quale primo Comune per avviare il progetto quadriennale piemontese. L’intervento è stato inaugurato il 6 ottobre 2024.

Ultima Danza

Di Carlo D’Oria (Torino 1970), Chiot Rosa - 2025

D’Oria esplora in tutta la sua produzione il tema della fragile e precaria condizione umana che affronta nella polarità tra individualità e moltitudine. Il suo universo è popolato di figure stilizzate ed essenziali, di corpi condotti alla loro estrema e rarefatta geometria, che concorrono a dare vita a un universo popolato di tracce della presenza umana. Il disegno, anch’esso asciugato fino a diventare una linea, fa da contrappunto alla pesantezza della materia. Ultima danza vuole raccontare l’instabile insicurezza della continua lotta della vita in cui nessuno può considerarsi sicuro vincitore ma comunque nemmeno ancora definitivamente vinto. L’opera è stata installata nel mese di settembre 2025