Galleria

en plein air

Dal ciclo Anima Prima

Antonio Baglivo

Acrilico su carta

20 x 20 cm

2020

Antonio Baglivo, nato a Casal Velino (Sa) nel 1951, vive e lavora a Bellizzi (Sa). Scultore, pittore, incisore, ceramista, nel 1977, a Salerno, ha fondato il Centro di Documentazione Arte Contemporanea Laboratorio Dadodue, che ha diretto fino al 1992. Ideatore e curatore della collana IBRIDILIBRI e dell’archivio di libri d’artista IBRIDIFOGLI, ha realizzato cartelle e plaquettes in collaborazione con poeti e scrittori tra i quali: Idolina Landolfi, Luigi Giordano, Maria Luisa Spaziani, Elio Filippo Accrocca, Bianca Maria Frabotta, Antonio Porta, Marcello Napoli, Paolo Aita, Giorgio Bàrberi Squarotti, Paolo Ruffilli, Gerardo Malangone, Alessandro Carandente, Gian Battista Nazzaro, Biagio Fioretti, Franco Gordano, Cristina Tafuri, Cesare Ruffato, Riccardo Avallone, Franco Dionesalvi, Rino Mele, Mario Lunetta, Antonio Spagnuolo, Ugo Piscopo, Vito Pinto, Francesco D’Episcopo, Tommaso Ottonieri, Rubina Giorgi, Elio Pecora, Lamberto Pignotti, Raffaele Della Fera, Maria Teresa Schiavino, Barbara Cangiano, Arturo Schwarz. Tra le mostre personali recenti segnaliamo: 2000 – Notturni tursitani, Villa Guariglia, Vietri sul Mare (Sa); 2003 – Teca Mundi. Mostra antologica di grafica e libri d’artista, Tempio di Pomona, Salerno; 2004 – Ibridilibri, Biblioteca Alessandrina,

Università La Sapienza, Roma; 2009 – Crisalidi-Chimere, Palazzo Sant’Agostino, Salerno; 2009 – Ibridilibri, Museo Provinciale Irpino, Avellino; 2010 – La forma del libro, Biblioteca Nazionale di Napoli; 2010 – La coda di Narciso, Biblioteca Vallicelliana, Roma; 2018 – Ibridilibri, Museo Comunale di Praia a Mare (Cs); 2018 – Carte dall’esilio, Archivio di stato di Salerno; 2020 – Anima prima, Civico 23 Art Space, Salerno; 2021 – Hybrid&Zine, Archivio di Stato di Salerno. Così ha precisato la nota redazionale pubblicata il 24 settembre 2020 da un periodico d’informazione online di Salerno in merito alla personale Anima prima: “Dietro l’apparente razionalità compositiva, nelle opere di Antonio Baglivo si nasconde l’insidia di una  materia grafico/pittorica che si muove in uno spazio topologico, o se si preferisce in un life space, poiché attraverso di esse ravvisiamo, come in un rituale d’iniziazione, l’esigenza di muoverci all’interno di un sistema di rimandi flessibile, che non ci obbliga a seguire una lettura univoca e sequenziale, ma ci spinge a fare tesoro di impressioni, silenzi, attese, rimandi e partecipazioni attive più che contemplative” (https://www.ilvortice.eu/anima-prima-antonio-baglivo-espone-al-civico-23/).