Marina Buratti è nata ad Alessandria nel 1960. Vive e lavora a Sarezzano (AL), a pochi chilometri da Tortona. Ha studiato pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Si è accostata inizialmente al design orafo e ha sperimentato vari mezzi espressivi. Fondamentale l’incontro con Anselmo Carrea, il quale l’ha introdotta nell’ambiente artistico alessandrino, che ruota intorno all’Associazione Culturale “Triangolo Nero”, dove l’artista ha esordito nel 1999. Del 2007 è la prima personale torinese, nella quale ha presentato un video ed una serie di disegni, a cura di Olga Gambari. Sono gli anni in cui si è dedicata ad un progetto di fotografia terapeutica e sia nel 2010 sia nel 2013 è stata invitata a presentarlo agli studenti del corso di Laurea in Arti Visive del DAMS di Bologna nell’ambito degli Incontri sul contemporaneo a cura di Stefano Ferrari. Nel 2018, è stata protagonista di uno degli incontri del ciclo Arte e Psicologia alla Fondazione Minguzzi di Bologna. Significativa è anche la sua partecipazione alla rassegna Albume Convivial Art a Cuneo. La componente autobiografica l’ha portata a sperimentare la modalità dell’autoritratto fotografico. Ha partecipato a numerose rassegne soprattutto dedicate a questa tematica, a cura di Giorgio Bonomi, tra le quali si possono citare quelle a Palazzo della Penna a Perugia, al MUSINF di Senigallia (An) e alla Fondazione Di Sarro a Roma. Nel 2017, ha realizzato, a cura di Ornella Rovera, un laboratorio e una mostra sull’autoscatto fotografico con gli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Nel 2019, ha preso parte della residenza artistica BoCs Art a Cosenza, a cura di Giacinto di Pietrantonio. Il disegno occupa da sempre, un posto fondamentale nel suo lavoro. Incorporee, eteree e immateriali le presenze descritte dall’artista, rivelano i contorni di una dimensione altra la cui fragilità diviene principio vitale e costitutivo delle forme e la cui esistenza assume una precarietà che proprio in quanto instabile, ha del miracoloso.
Divise tra due universi, le figure ampliano la concezione di realtà, rivelando uno spazio che va al di là del plastificato mondo materiale. Sue opere sono conservate in collezioni private e nelle seguenti sedi: Civica Raccolta del Disegno di Salò (Bs); Archivio dell’autoritratto fotografico MUSINF di Senigallia (An); BoCs Museum di Cosenza; Collezione libri d’artista – Storie Contemporanee – Studio Poerio di Roma. Tra dicembre 2019 e febbraio 2020, la Villa Cernigliaro a Sordevolo (Bl) ha ospitato By heart, una mostra personale di “disegni a memoria” di Marina Buratti, a cura di Carlotta Cernigliaro. “Le opere in mostra”, ha scritto in merito Erika Cammerata, “invitano ad aprire la serratura e ad entrare nel regno dell’invisibile che per un fuggevole istante decide di mostrarsi in tutta la sua impenetrabile bellezza. Apparizioni evanescenti dai contorni neri emergono dalle terre dei ricordi scivolando come piume di corvi sul biancore delle superfici; sagome senza nome, immobili, fanno capolino sul palcoscenico del reale con i loro profili incerti, interrotti dall’assenza di colore che costruisce l’aleatorietà della figura fuoriuscita dalla dimora della reminiscenza” (https://www.arte.go.it/event/marina-buratti-by-heart/). “La memoria per me”, ha precisato ulteriormente l’artista alessandrina, “affiora dalle mani. / In ogni oggetto si nasconde un respiro. / Ogni persona è ombra, profilo, suono, calore, vuoto. / In questi giorni di calma si è posato un tempo generoso. / Amo il pennello. ‘La vita creata per mezzo del pennello rafforza la vita stessa’ diceva un antico maestro orientale. / Questi disegni sono stati creati in questo momento di allontanamento dal rumore. Un tempo propizio” (https://www.museoascona.ch/it/blog/2020-06-12-marina-buratti).