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Mariangela Calabrese

Tecnica mista su cartoncino telato

20 x 20 cm

2022

Mariangela Calabrese, nata nel Salernitano, persegue una linea espressiva che sembra definirsi all’interno di un contenitore fitto di indizi, contributi e proposte che denotano un’ampia e consapevole riflessione sulle dinamiche concettuali dell’arte. Il suo percorso sembra procedere tra contaminazione e proiezione, un viaggio, il suo, fatto di tracce molteplici: la pittura, la scultura, i libri d’artista, le installazioni, le opere ambientali, le performance relazionali sono un unicum indiziale in cui prende forma quel legame vincolante con il “mondo osservato e appreso”. Il lungo e ricco percorso espositivo che prende il via nei primi anni ‘80 è caratterizzato da uno sguardo sempre scrupoloso e meditato. È stata docente di discipline pittoriche presso il Liceo Artistico di Frosinone. Si è formata all’Istituto Statale d’Arte di Roma al corso di ceramica sotto la guida del prof. Nino Caruso e presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Storia dell’Arte, tesi discussa con il prof. Andrea B. Del Guercio. Successivamente si è specializzata in Discipline Pittoriche. Musei e luoghi espositivi hanno accolto le sue opere. Tra gli appuntamenti più recenti, vanno ricordate le personali allestite presso la Saletta Santa Rita a Roma, il Museo Irpino ad Avellino, il Museo Venanzo Crocetti a Roma, il Museo Emilio Greco a Sabaudia (Lt), il PAN (Palazzo delle Arti) a Napoli, la Chiesa dei Padri Scolopi ad Alatri (Fr), il Palazzo della Provincia a Frosinone (opera in esposizione permanente); e le collettive realizzate presso la Biblioteca Angelica di Roma, il Real Orto Botanico M.U.S.A – Reggia Borbonica a Portici (Na) (opera in permanenza), la Galleria d’Arte Moderna di Roma (opera originale in acquisizione presso il Museo dell’Abbazia di Montecassino), il Museo Cam di Casoria (Na), l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles (Stati Uniti), l’Espace St. Jaques a Clisson (Francia), il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, la Cittadellarte – Fondazione Pistoletto di Biella (presentazione del Manifesto A.P.R. con l’Associazione zerotremilacento), il MAC – Museo d’Arte Contemporanea del piccolo formato di Guarcino (Fr) (opera in permanenza), il Museo-Pinacoteca di Arte Contemporanea di Teora (Av) (opera in permanenza).

Ha partecipato al Premio Sulmona 2019 (invito e testo critico in catalogo del prof. Duccio Trombadori) ed è stata selezionata tra i 13 finalisti del Premio Comel Vanna Migliorin Arte Contemporanea 2020/21. Numerose sono le opere pubbliche realizzate. È ideatrice, insieme al critico d’arte Rocco Zani, del Collettivo ad – Arte in Dimora – Discovery of Urban Sites. Per la mostra personale Interferenze progressive presentata nel 2018 presso il Museo Emilio Greco a Sabaudia, Marcello Carlino ha evidenziato “quel che si produce sulla tela di Mariangela Calabrese”. In sostanza: “Un segno, un grumo di segni appare ogni volta come un dirigibile (una misteriosa presenza affiorata, evocata) che naviga nell’atmosfera e che, con diversi gradi angolari di inclinazione, si ripete variando e istituendo nuove potenziali connessioni”. E Rocco Zani, da parte sua, pedinando “il cammino della Calabrese pittrice”, “ha scoperto, via via, ogni declinazione, ogni dissolvimento. Le pause, il silenzio, le esitazioni, il rinvenimento di una luce fino allora celata, il senso – anche in questo caso – di indagare tra i fotogrammi di un nuovo sillabario. A me pare sia questa, la sua nuova stagione pittorica. Di intendimenti e di rotte. Il chiaro tentativo di rimuovere le frontiere della forma, il suo disfacimento plastico in una sorta di sedimentazione cromatica, finanche il dissolvimento o l’abrogazione dei profili (significative le scalfitture rigate nei ‘corpi’ di talune opere) provoca – in un contraltare bilanciato – non già un disorientamento dello sguardo, piuttosto l’accesso dello stesso ad una dimensione di intima ispezione” (https://www.itinerarinellarte.it/it/mostre/interferenze-progressive-mariangela-calabrese-1176).