Fabiano Di Dàmaso è nato nel 1975 a Nereto (Te) e risiede a Sant’Omero (Te). Diplomato in maturità artistica, è pittore, regista e sceneggiatore teatrale. Tra i suoi lavori teatrali sono da ricordare “Giallo Limone” (1996) e “Anime Nere” (1997), realizzati in collaborazione con il Comune di Sant’Omero. Tra i film girati, invece, si segnalano “Qualcuno ci scuoia” (1991), “Verri Xmas” (2000) e “Giorni Sporchi” (2003). Ha collaborato come vignettista nel giornale periodico del proprio paese “S@ntomero” (2009-2013). Da anni lavora come progettista e disegnatore 3D presso un’azienda del suo territorio. Nel corso del 2022, Fabiano Di Dàmaso ha esposto le sue opere nella collettiva Alta!!, presentata presso la Galleria Giovarti di Monteprandone (Ap), e nella personale allestita a Sant’Omero, per la quale il prof. Gabriele Di Francesco ha scritto una nota critica, in cui sono evidenziate le qualità artistiche poliedriche dell’artista neretese: “Sensibilità e ispirazioni artistica lo hanno portato nel corso degli anni a cimentarsi con la pittura, il fumetto, i filmati e le video-clip, passando agevolmente da un genere all’altro grazie alla sua competenza delle tecniche artistiche”.
In qualità di pittore, Fabiano si è ispirato dapprima al genere paesistico, “rispolverando vedute tradizionali di borghi e paesaggi, con una sperimentazione di antiche tecniche vedutistiche e coloristiche che si possono avvicinare alla scuola napoletana tra ’800 e ‘900, a Michele Cammarano (1835-1920), o meglio al teramano Salvatore Di Giuseppe (1852-1930)”. Quindi, è diventato esperto di arte digitale, cimentandosi nell’uso di strumenti elettronici trasposti su tela e anche nelle “caricature di personaggi pubblicati sul trimestrale S@antomero, un’avventura giornalistica di rilievo per il luogo e il genere, che per più di 5 anni ha caratterizzato il suo percorso artistico, influenzando molte attività culturali non soltanto santomeresi”. Nel complesso della sua attività artistica, si può comunque rilevare la presenza emblematica dei soggetti fumettistici: “Fumetto grande amore, si potrebbe affermare, che lo ha portato nel corso dell’ultimo periodo a riscoprire un eroe di intere generazioni di giovani lettori: Dylan Dog”. E accanto ad essi, ecco “la scoperta (o riscoperta) dell’informale, quasi sulla scia di un Pollock che cerca attraverso esplosioni di colore di placare la sua sensibile emotività. È una sorta di rinascita che scaturisce dalla percezione di tanta negatività e da stati d’animo frustrati a fronte di pandemie e guerre”.